Progetto professioni femminili

Progetto professioni femminili

Dagli Stati Uniti all’Europa i dati parlano chiaro: il futuro formativo e professionale delle società globalizzate, sempre più competitive e tecnologiche, si giocherà nei settori MINT o STEM (Science, Technology, Engineering,  Mathematics). È ancora troppo solido lo stereotipo della scarsa predisposizione femminile per le materie scientifiche.

 

Sempre i dati, ci dicono anche, però, che il numero di donne che si avvia a questo tipo di formazione e di competenze continua ad essere sorprendentemente basso.
Esistono evidentemente delle barriere alla scelta di un percorso scientifico da parte delle ragazze;  è da tempo stato messo in luce come la  segregazione orizzontale negli studi sia direttamente correlata alla scarsa fiducia delle ragazze nelle proprie competenze scientifiche, e  come questa percezione sia strettamente correlata all’indice di eguaglianza del paese di provenienza delle studentesse: più uguaglianza, più fiducia!

Lavoro 4.0: visioni e profili al femminile

Il primo evento di una serie di appuntamenti per festeggiare il 60esimo di FAFTPlus che ricorre quest’anno, si è tenuto lo scorso 16 maggio 2017, presso l’Hotel De La Paix a Lugano. Un incontro intitolato “Lavoro 4.0: visioni e profili al femminile”, organizzato dalla Federazione delle associazioni femminili ticinesi (FAFTPlus) in collaborazione con la CORSI. All’incontro, moderato da Isabella Visetti, giornalista di Rete Uno sono intervenute: Francesca Gemnetti, segretaria generale CORSI – Patrizia Perrotta, responsabile risorse umane RSI – Rita Beltrami, capo del servizio di orientamento scolastico e professionale del Canton Ticino – Monica Duca Widmer, presidente del consiglio dell’Università della Svizzera italiana e vicepresidente dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche.

Articolo di Marialuisa Parodi, TDM 2015