Oggi la sfida è in ambito lavorativo…

 

Il primo evento di una serie di appuntamenti per festeggiare il 60esimo di FAFTPlus che ricorre quest’anno, si è tenuto lo scorso 16 maggio 2017, presso l’Hotel De La Paix a Lugano.

Un incontro organizzato dalla Federazione delle associazioni femminili ticinesi (FAFTPlus) e dalla CORSI intitolato “Lavoro 4.0: visioni e profili al femminile”.

Come ha ricordato la presidente Chiara Simoneschi Cortesi nel saluto iniziale,

«nel 1957 per le pioniere che hanno fondato la federazione delle associazioni femminili, l’urgenza era di riunire chi si stava impegnando per i diritti politici delle donne e la rivendicazione era il diritto di voto; oggi la sfida è nell’ambito lavorativo, con tutti i problemi salariali, di dumping, di conciliabilità che le donne incontrano quotidianamente: lo dimostrano i dati del Consultorio giuridico “Donna e lavoro” creato dalla FAFT vent’anni fa».

Francesca Gemnetti, segretaria generale CORSI, ha invece sottolineato l’impegno di lunga data della CORSI per la presenza delle donne in RSI, sia nell’offerta radiotelevisiva, sia nei quadri aziendali. Ultimo progetto lanciato dalla CORSI in collaborazione con la RSI riguarda due borse di studio in ambito tecnico che sono messe a disposizione di studentesse italofone che frequentano una formazione in ambito tecnico. Questo progetto è stato presentato nei dettagli da Patrizia Perrotta, responsabile risorse umane RSI, che ha anche illustrato la RSI sotto la lente della diversità di genere, con l’obiettivo strategico di aumentare al 29% la presenza femminile tra i quadri entro il 2020, ma anche le opportunità di tempo parziale anche per i collaboratori uomini e il job sharing.

Da questa presentazione è emerso che le donne attive in RSI in ambito tecnico sono poche e che vi è una difficoltà a reperirle. Un dato che non sorprende se lo si incrocia con le percentuali snocciolate da Rita Beltrami, capo del servizio di orientamento scolastico e professionale del Canton Ticino, che come seconda relatrice della serata ha commentato le scelte operate dalle ragazze in ambito formativo e lavorativo. Rita Beltrami ha anche spiegato il grande lavoro del suo ufficio per scardinare gli stereotipi di genere nelle scelte professionali. Una sensibilizzazione che deve ormai essere fatta sempre più precocemente e che è dunque necessario introdurre già nella scuola primaria.

Ultimo intervento della serata quello di Monica Duca Widmer, presidente del consiglio dell’Università della Svizzera italiana e vicepresidente dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche che ha subito messo il dito nella piaga: «Le donne possono ormai fare tutto, possono seguire le proprie aspirazioni e talenti, possono fare carriera e raggiungere il vertice, ma precipitano quando diventano madri. Rimanere in alto quando si ha figli diventa un’impresa impossibile, perché è ancora complicato conciliare famiglia e lavoro e il peso di questo onere grava tutto o quasi solo sulle spalle delle madri». La scommessa, secondo Monica Duca Widmer, sarà quella di sfruttare al meglio quello che offrono le nuove tecnologie per moderne forme di lavoro, per esempio in remoto, in condivisione, per obiettivi, senza però perdere di vista i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e i principi etici fondamentali.

Numerose le domande e le suggestioni emerse dalle partecipanti all’evento moderato dalla giornalista di Rete Uno Isabella Visetti e molta – come si dice in questi casi – la carne al fuoco. La serata di ieri ha solo avviato una riflessione su temi che non si possono più rinviare perché ormai non riguardano più solo le donne, ma interrogano tutti e tutte sul tipo di società e di lavoro che vogliamo. Questioni che saranno messe al centro del dibattito pubblico dalle esigenze delle giovani famiglie e dei giovani uomini e padri che desiderano una ripartizione diversa dei lavoro fuori e dentro le mura domestiche.

 

Lugano, 17 maggio 2017

Per informazioni: Isabella Visetti, +41 (0)79 397 66 46

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